Momento apicale per molte imprese a carattere familiare, il tema del ricambio generazionale riveste un’importanza centrale nelle prospettive di sviluppo del nostro tessuto imprenditoriale nel medio-lungo termine. E’ un tema delicato poiché non riguarda soltanto trasferimenti di quote di capitale o cariche sociali, quanto primariamente un patrimonio di competenze professionali affinato negli anni.

Se consideriamo che in Italia il 65% delle aziende con fatturato superiore ai 20 milioni di euro è costituito da aziende familiari e che quasi un’azienda familiare su cinque prevede un passaggio generazionale nei prossimi cinque anni, dobbiamo rilevare che solo il 30% delle aziende in oggetto sopravvive al proprio fondatore ed appena il 13% raggiunge la terza generazione. A ciò si aggiunga un ulteriore dato statistico altrettanto significativo: le società guidate da imprenditori “over 70” (23% del totale delle realtà familiari) registrano performance reddituali inferiori rispetto alle altre.

Tutto ciò premesso, appare evidente come gli imprenditori necessitino oggi più che mai di un supporto di advisory societaria che permetta loro di affrontare il passaggio generazionale avvalendosi di competenze specifiche da parte di professionisti qualificati.

Tali competenze sono volte ad integrare la strategia aziendale delineata dalla proprietà e, in prospettiva, a minimizzare i rischi insiti nel cambiamento del processo decisionale. L’esistenza di una proprietà responsabile è il prerequisito fondamentale per far fronte alla sfida del passaggio generazionale, insieme a un sistema di valori che, guardando alla meritocrazia, promuova l’eccellenza più dell’appartenenza familiare. Inoltre il coinvolgimento di attori terzi permette di integrare le conoscenze dell’imprenditore ampliando così le sue valutazioni tecnico-economiche.

Distinguere l’impresa dalla famiglia, applicare un sistema di governance moderno, premiare le competenze, definire un quadro di regole condivise, prepararsi all’imprevisto, privilegiare una prospettiva di processo e coinvolgere attori terzi: sono solo alcune delle linee di intervento che l’advisor aziendale deve mettere al centro della sua azione consulenziale per facilitare il passaggio generazionale interno alla società assistita.

Analogamente occorre mettere l’accento sulle principali criticità che comunemente possono inficiare un ricambio di successo, quali:

(a) confondere i ruoli di azionista e manager,

(b) ritenere immutabile il patrimonio di valori lasciato in eredità dal fondatore,

(c) considerare la successione aziendale una sorta di obbligo verso il passato e non invece un’importante opportunità per il futuro,

(d) perseguire un modello di business non più adeguato al mercato di riferimento,

(e) trascurare la formazione imprenditoriale e manageriale delle successive generazioni.

Anche sotto questo profilo la rilevanza dell’advisor, quale valido confronto e stimolo all’imprenditore per la riuscita del passaggio generazionale, è oggi sempre più apprezzata nel mondo delle medio e piccole imprese italiane.

 

PierMario Croce

Pier Mario Croce è corporate finance director del Gruppo Knet

All’interno del Gruppo è responsabile della business unit “M&A” 

Per approfondimenti, contattare p.croce@knetproject.com