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Knet Project è Associato Unione Industriale

Knet PROJECT entra a far parte in qualità di socio dell’Unione Industriale di Torino, associazione volontaria d’imprese di livello territoriale aderente a Confindustria, per la rappresentanza, la tutela, la promozione e lo sviluppo delle aziende e dei loro interessi.

L’adesione si inserisce in un crescente interesse di Knet PROJECT  per le associazioni industriali, con l’obiettivo di comprende e supportare  le specifiche problematiche di sviluppo e le richieste di innovazione.

In un mercato sempre più globale, la valorizzazione  delle competenze tecniche e manageriali  è uno strumento essenziale per permettere alle aziende di competere e crescere nel prossimo futuro.

Riportiamo, condividendole pienamente,  le parole espresse del Presidente dei Giovani Imprenditori, Marco Gay, durante il Convegno “Quali orizzonti economici per l’Italia?” tenutosi a Roma, presso l’Auditorium Enel lo scorso 21 gennaio:

“Il fatto che l’Italia sia leader in quasi mille prodotti esportati globalmente, che tra le prime 10 aree a vocazione industriale, 6 sono italiane e 4 tedesche, che il reshoring da fenomeno di nicchia sta diventando realtà diffusa, che per la Sabatini bis ci siano state in pochi mesi 6.815 richieste per circa 2 miliardi di investimento, dimostra che l’Italia ha voglia di investire su se stessa e sul suo futuro.” 

“C’è molto da fare e in questo anche le associazioni di rappresentanza possono dare il loro contributo, fare la loro parte di generosità sociale, trovando la sintesi fra le tante differenze di visione, diffondendo consenso e leale interlocuzione con le istituzioni”.
“E’ su questa leva che le reti tra le diverse espressioni della società civile, produttiva e politica, possono davvero rilanciare l’Italia. Perché la ripresa non passa solo dagli investimenti, dall’aumento della domanda interna o dalla quota di export; passa anche da fattori che solo le reti sociali possono sostenere: fiducia, aspettative, valori.”

Queste parole ci devono aiutare a riflettere, e capire che questo è il momento di agire attivamente: investendo, innovando con nuove idee e metodologie la propria impresa, credendo nel futuro della propria organizzazione, senza più restare attori passivi che subiscono gli effetti del mercato.