L’IMPORTANZA DELLA RISERVATEZZA NELLE OPERAZIONI DI M&A

Il tema della riservatezza nella gestione dei rapporti con i diversi attori in ambito M&A riveste un ruolo primario per il buon esito dell’operazione. Tra gli obiettivi più importanti sui quali l’advisor aziendale concentra la propria attività vi è quello di organizzare un processo competitivo che consenta, da un lato, al cliente di mantenere la leva negoziale al fine di massimizzare la valorizzazione e. dall’altro, assicurare al medesimo la migliore strutturazione del deal.

Gestire il processo nell’ottica della massima confidenzialità e, di riflesso, in base ad una chiara calendarizzazione diventa fondamentale per mantenere un livello di competizione tra le potenziali controparti. Se venisse infatti meno tale presupposto, l’intero processo potrebbe causare un deal break e incidere negativamente in futuro sul cliente, indipendentemente dal concretizzarsi o meno di una transazione di M&A.

L’Accordo di Riservatezza, noto anche come “Non Disclosure Agreement” (NDA), costituisce la prima linea di difesa allorché vengano richieste dai potenziali investitori informazioni riservate la cui divulgazione, se non rigidamente circoscritta, potrebbe esporre il cliente a rischi di violazione di dati sensibili della sua azienda.

Sebbene un NDA sia direttamente vincolante solo per coloro che lo sottoscrivono, l’intervento dell’advisor di M&A è volto a tutelare la parte ricevente (ovvero il proprio cliente) affinché il potenziale investitore rispetti l’accordo secondo i termini ivi indicati. 

Sotto il profilo pratico, in un tipico M&A process i soggetti indentificati come possibili acquirenti ricevono dall’advisor un profilo anonimo di presentazione della società (teaser) dal quale poter valutare l’interesse, o meno, verso l’operazione. In caso positivo, viene loro indirizzato un NDA da firmare e restituire all’advisor – per conto del cliente – così da dare corso ai passi successivi: rivelazione del nome del cliente e consegna della documentazione di progetto (Information Memorandum) relativa al deal.

L’NDA fissa in altri termini la struttura legale e i parametri attorno alla riservatezza delle informazioni condivise, a condizione che anche altri processi informativi siano messi in atto al fine di mantenere la confidenzialità di tutti i partecipanti al processo di M&A. Tra questi ultimi, merita citare l’informativa “interna” all’azienda e i relativi rischi di divulgazione di informazioni sensibili verso terzi, rischi che potrebbero inibire la società al raggiungimento degli obiettivi e strategie illustrati alla controparte.

E’ essenziale che il management non venga distratto dal processo di M&A e così facendo trascuri l’attività ordinaria di gestione aziendale, sulla base della quale è stato in ultima analisi avviato il progetto di cessione. A tale proposito, risulta prioritario circoscrivere il coinvolgimento nelle trattative unicamente agli azionisti e ai top managers; il conseguente livello di confidenzialità interna alla società porta infatti ad evitare discrasie nell’operatività quotidiana e permette al middle management di restare focalizzato nei compiti/mansioni assegnate.

Occorre poi rilevare che non tutti i dipendenti dell’azienda reagiscono positivamente alla novità rappresentata da un’operazione straordinaria – quale è una cessione di società – e bisogna altresì mettere in conto un possibile “disimpegno” lavorativo da parte di alcuni, legato all’incertezza futura di una vendita. Ciò potrebbe avere un impatto diretto sulle performance societarie e, di riflesso, sulla riuscita del deal. Va detto inoltre che, anche senza considerare la criticità nelle performance, vi sono ovviamente altre diverse ragioni per cui una transazione di M&A non va a buon fine: non c’è pertanto ragione di allarmare il personale prima di un accordo legale con il potenziale acquirente.

Se poi si passa a considerare l’impatto che un’operazione di M&A potrebbe avere sulla clientela, rumors di una potenziale vendita della società sarebbero senza dubbio dannosi a livello commerciale. Nessuno – come si dice in America – ama avere un elefante nella stanza! E ciò è proprio quanto avviene allorché un cliente abbia sentore che un fornitore stia per essere ceduto. Domande circa la qualità dei servizi futuri, ovvero eventuali potenziali conflitti che emergessero tra acquirente e cliente con conseguente rischio di rinegoziazione dei contratti in essere sono solo alcuni aspetti potrebbero emergere ben prima della conclusione del deal se non opportunamente gestiti attraverso un sistema di riservatezza efficace.

Da ultimo, i competitors. Nelle operazioni di M&A i concorrenti sono visti come naturali possibili acquirenti in ragione delle sinergie conseguibili sui mercati di riferimento. È pertanto essenziale che l’advisor in M&A supporti il venditore tramite un’accorta attività di protezione che vada al di là del solo accordo di riservatezza, recependo nella trattativa ogni elemento di criticità legato alle informazioni aziendali sensibili. In caso contrario, il dare accesso a tali informazioni (tipicamente: accordi contrattuali coi clienti, marginalità, dati di produttività industriale e know-how) senza un corredo di “impegni negoziali” da parte dell’acquirente, lascerebbe la società esposta a indebiti vantaggi a beneficio di quest’ultimo nei confronti della clientela presente e prospettica del venditore.

A conclusione del tema qui trattato, si deve riconoscere che un certo livello di rischio di violazione della riservatezza sia intrinsecamente ineliminabile, considerando le numerose variabili in gioco. Tuttavia è interesse comune sia del venditore che del compratore mantenere la maggior “segretezza” possibile verso i clienti, fornitori e competitors fino alla conclusione delle trattative. Un processo confidenziale correttamente gestito, anche a livello interno, aiuterà entrambe le parti a raggiungere il risultato ottimale in termini di valore, struttura e, da ultimo, la positiva chiusura del deal.

 

PierMario Croce

PierMario Croce è corporate finance director del Gruppo Knet

All’interno del Gruppo è responsabile della business unit “M&A” 

Per approfondimenti, contattare p.croce@knetproject.com