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5 consigli per le imprese in ripartenza dopo il lockdown

Ripartenza dopo il covid

Il 92% delle PMI in Italia dichiara di aver subito ingenti danni dalla pandemia di Covid-19. E ora che il nostro sistema economico sta lentamente ripartendo, il rischio che una buona fetta di imprese resti indietro, non riuscendo a recuperare le performance perse in questi ultimi mesi, si fa estremamente elevato.

Per questo proponiamo a seguire 5 punti in favore delle imprese che intendono affrontare al meglio la ripartenza.

  1. Valutare subito i danni
    Il primo passo è comprendere la reale condizione in cui versa il business. E ciò prioritariamente in termini economici, finanziari e patrimoniali. Questo è possibile attraverso un assessment preliminare d’impresa: grazie all’analisi andamentale del cash flow e del patrimonio netto rettificato si potrà comprendere la reale condizione in cui versa la società e, sulla base di questa, strutturare un piano di azione.
  2. Aggiornare budget e business plan
    Il business model dell’impresa può aver funzionato ottimamente prima del Covid-19 ma oggi può non essere più funzionale. E’ necessario in questo momento comprendere come il proprio settore è stato colpito e come si è trasformato, come si stanno muovendo i propri competitori e come si stanno comportando i propri clienti e fornitori strategici. Quindi, sulla base di tali informazioni, mettere mano al proprio master budget, ai propri obiettivi e al proprio business plan.
  3. Rivedere le proprie necessità di funding
    In questo momento molte imprese sono attratte dalla possibilità (non certezza) di ottenere finanziamenti dal sistema bancario e contributi di natura pubblica per via del recente Decreto Rilancio. Il che è certamente una possibilità da cogliere per molti. Ma la realtà, tuttavia, è che questo dovrebbe essere il risultato di un’analisi preventiva volta a comprendere la reale necessità di risorse per sostenere il rilancio e la reale capacità di esdebitamento che l’impresa ha oggigiorno.
  4. Eliminare qualsiasi <muda>
    Prendiamo a prestito il termine <muda> dal lean management intendendendo lo spreco. In questo momento uno dei principali obiettivi deve essere quello di eliminare qualsiasi spreco di risorse, finanziarie così come organizzative. La struttura deve essere snella, non solo in termini di struttura dei costi (dove certamente le imprese con maggiori margini di contribuzione, pur a parità di fatturato e utile, hanno minori rischi) quanto in termini di attività, procedure e processi.
  5. Sviluppare e aggiornare una to-do list
    L’obiettivo immediato per alcune imprese potrebbe essere la ricerca di capitali, per altre il comprendere come coniugare le policies produttive con le attuali normative in materia di sicurezza, per altre ancora riapprovvigionare i magazzini o riaprire le proprie porte a clienti, fornitori e più in genere visitatori. Qualsivoglia sia il passo che si fa in avanti, è opportuno come non mai tracciarne l’evoluzione e il progresso. Il controllo e monitoraggio in questa fase sono a dir poco essenziali.

Dalla nostra continuiamo a ritenere necessario, oggi come non mai, sviluppare la resilienza, plasticità e sostenibilità delle nostre imprese Clienti. E proprio in questa direzione suggeriamo di tener bene a mente – e agire – tutti i suddetti passi operativi, onde accorgersi troppo tardi che la propria impresa non sta ripartendo come da aspettative.