La strategia di sostenibilità nel fashion. Il Fashion Pact.

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La strategia di sostenibilità nel fashion. Il Fashion Pact.

Fashion Pact

March 2020 – Massimo Penzo, KNET Project

Il governo francese ha promosso, lo scorso agosto, un’iniziativa a sostegno dell’ambiente, a cui hanno aderito trentadue aziende leader a livello mondiale nel settore del tessile-abbigliamento. Il Fashion Pact, definendo insieme una serie di obiettivi focalizzati su tre aree principali per la salvaguardia del pianeta. L’ARRESTO DEL RISCALDAMNTO GLOBALE: cioè definire un piano d’azione per azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050.  IL RIPRISTINO DELLA BIODIVERSITA’ Impegnarsi a favorire gli ecosistemi naturali e proteggere le specie esistenti. LA PROTEZIONE DEGLI OCEANI cioè Contenere l’impatto negativo del settore mediante iniziative concrete, quali la riduzione della plastica monouso.

Il tessile-abbigliamento è una delle industrie a più alto impatto ambientale. Il settore produce il 20% delle acque reflue globali; il 10% delle emissioni globali di carbonio, e una grande quantità di rifiuti, generati durante la produzione ed il ciclo di vita del prodotto.

D’altro canto è ormai evidente a tutti che la consapevolezza dei consumatori su questo argomento sta rapidamente aumentando. In altre parole, per rispondere ai desideri di una nuova generazione di acquirenti, sempre più attenti all’ambiente, l’industria della moda sta abbracciando la sostenibilità come nuovo driver.

Una recentissima ricerca di Boston Consulting, mostra come l’attenzione sia decisamente cresciuta. Dalla ricerca emerge come siano aumentate, le citazioni a favore della sostenibilità sui social media. Come i consumatori acquisiscano informazioni su questo argomento attraverso la ricerca in Rete (35%), i social (31%) e la stampa (29%).

Tra i consumatori, il 38% segnala la propensione all’acquisto di prodotti da aziende che promuovono migliori pratiche sociali ed ambientali. La ricerca indica anche come lo spostamento di attenzione da un brand all’altro a causa di pratiche ambientali più corrette sia più frequente nei Millennials (48%) rispetto alla precedente Generazione X (28%).

Il consumatore è sin da ora disposto a pagare qualcosa in più pur di avere la certezza di acquistare prodotti confezionati con pratiche responsabili, possibilmente con materiali riciclabili in confezioni biodegradabili.

A dare il buon esempio, è stato GUCCI, appartenente al gruppo Kering, annunciando la volontà di divenire in tutto e per tutto carbon neutral. Il Board ha implementato il proprio piano di riduzione delle emissioni su due fronti: Il primo include l’aumento delle energie rinnovabili al 100% entro due anni, il riciclaggio dei rifiuti provenienti da pelle e tessuti e la sostituzione di metodi di lavorazione tradizionali con pratiche più sostenibili. Il secondo punto si concentra invece sull’approvvigionamento delle materie prime, considerando il ripristino dei terreni e dell’habitat per sostenere la conservazione delle biodiversità.

Pertanto possiamo asserire che le strategie di sostenibilità ambientale migliorano il business tradizionale dell’azienda, parallelamente alle strategie competitive tradizionali, a patto che i manager credano ai possibili ritorni per il fatturato e per la marginalità, includendo la nuova strategia nelle loro procedure esistenti.