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L’Intelligenza Artificiale

artificial intelligence

Un’opportunità per gestire la discontinuità causata dal COVID-19

Il 2020 sarà ricordato come l’anno della diffusione del virus SARS-CoV-2. Siamo finiti in una sorta di limbo, in cui il tradizionale modo di relazionarsi tra persone è stato di fatto sospeso, così come nella maggioranza delle economie sviluppate, ogni attività sociale non indispensabile è stata rallentata, in molti casi fermata.

Ogni cittadino è stato impattato con una forte riduzione delle proprie libertà, difficilmente accettabile nelle democrazie sviluppate, ma ovunque il senso civico ha prevalso nonostante le difficoltà già presenti in molte economie (tra cui la nostra) dove la crescita del PIL si misurava con valori decimali e nonostante scenari gli scenari attuali che ipotizzano un impatto negativo dello stesso prossimo al 10%.

In queste giornate, superato lo shock iniziale e parzialmente il dolore dovuto all’elevato numero di vittime ognuno di noi è impegnato nell’immaginare e tracciare l’organizzazione della propria vita post Covid-19, quantomeno in una prima fase dalla durata incerta in cui non sarà ancora disponibile un vaccino o quantomeno una cura efficace.

Questo percorso passa dall’oganizzazione delle attività quotidiane relative alla ripartenza dopo il lockdown di ogni attività che preveda il riavvicinamento sociale ed in particolar modo la riorganizzazione dei flussi di lavoro nelle realtà produttive.

Un nuovo business model

Un nuovo business model, caratterizzato da una scala di valori differente rispetto al passato con al primo posto non più la ricerca del binomio efficienza/marginalità, ma in primis la sicurezza sanitaria, essenziale per poter proseguire in un percorso che consenta di assicurare continuità nell’erogazione di servizi ed il contemporanio sviluppo di una roadmap di riferimento che preveda la revisione delle linee strategiche aziendali.

Di necessità in virtù. Smartworking, video-call, digitalizzazione dei documenti sono alcune delle prime conseguenze dell’allontanemento sociale; importanti tendenze che erano già ben avviate prima dello scoppio della pandemia, ma che solo ora hanno trovato una accelerazione nell’attuazione nel mondo impresa che ha spostato l’attenzione verso la ripresa.

A titolo di esempio è probabile che piuttosto che concetrare pesantemente l’approvigionamento e la produzione in alcune località a basso costo, le aziende tenderanno a costruire catene del valore caratterizzate da maggiore ridondanza, con conseguenti inefficienze. Inoltre le imprese dovranno adattarsi alle esigenze dei consumatori che acquisteranno sempre più beni e servizi online ed al gestire un numero crescente di persone lavorerà in remoto.

Ma la vera innovazione riguarda da un lato le metodologie di contenimento della circolazione dell’infezione legate all’analisi di modelli basati sui big data per il riconoscimento, la spiegazione e la previsione di schemi di azione (Momento 1 gestione della crisi Covid-19) e l’utilizzo di tecnologie innovative nella gestione successiva della ripresa economica (Momento 2, nuovi modelli di business).

È oggetto di discussione il ricorso a strumenti innovativi, quali l’intelligenza artificiale IA, per il raggiungimento di questi scopi.

Momento 1

L’utilizzo dell’IA ad oggi è stato ostacolato soprattutto dai vincoli di equilibrio tra privacy dei dati e necessità pubbliche di monitoraggio della salute, ciò non toglie che il ricorso alla IA possa essere estremamente efficiente in alcune specifiche aree relative al monitoraggio ed alla evoluzione COVID-19:

  • avvisi ed allarmi precoci
  • monitoraggio e prevenzione
  • dashboard dei dati
  • diagnosi e prognosi
  • trattamenti e cure
  • controllo sociale

Esempi importati:

  • in Cina i medici hanno utilizzato l’IA chiamata COVID-Net che è stata sviluppata per diagnosticare Covid-19 nelle radiografie del torace utilizzando i dati di paziendi con varie condizioni polmonari che ha dimostrato come il modello di apprendimento abbia prestazioni comparabili con un radiologo esperto ed abbia notevolemnte migliorato l’efficienza analitica;
  • in Israele vengono offerti servizi IA di diagnostica ed analisi in-home che vengono inviati in remoto ai medici;
  • in Cina sono stati sviluppati algoritmi IA che analizzano la struttura biologica del Covid-19 e la rendono disponibile agli scienziati impegnati nella ricerca di un vaccino.
  • In Italia Immuni è la app scelta dal governo per tracciare i contatti delle persone contagiate in modo da contere gli effetti di una eventuale seconda ondata (come in tutte le democrazie le applicazioni che limitano la libertà personale non avrà un percorso attuativo semplice).

I modelli di IA dedicati, consentiranno sulla base dell’analisi dei dati raccolti di prevedere l’evoluzione della pandemia. Inoltre consentiranno di analizzarne gli impatti sul sistema sanitario essendo in grado di prevedere chi sarà colpito più gravemente.

I modelli IA possono contribuire efficacemente alle attività dei laboratori di ricerca accelerando sia i processi di ricerca di nuovi farmaci sia il riutilizzo di farmaci esistenti.

Momento 2

L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale consentirà alle aziende un notevole vantaggio competitivo nel seguire i trend di mercato post Covid-19. A titolo d’esempio l’utilizzo di robot avanzati che consentano di riconoscere oggetti e che gestiscano task che in precedenza richiedevano l’intervento umano consentiranno operatività 24 ore su 24, riducendo la possibilità di nuovi contagi e migliorando l’efficienza produttiva già minata dalla sopracitata ridondanza; tutto ciò a fronte di contenuti costi aggiuntivi.

Le piattaforme AI consentiranno alle aziende di simulare gli ambienti di lavoro gestendo meglio la forza lavoro nell’ottica della gestione dei flussi del personale, cosi come consentiranno di identificare rapidamente cluster di consumatori creando in tempi brevi produzioni fortemente customizzate per le piattaforme on-line ed evitando/contenendo le obsolescenze di magazzino.

Uno studio di Boston Consulting Group valuta che durante le precedenti quattro crisi economiche mondiali, solo il 14% delle aziende monitorate sono state in grado di utilizzare la crisi in atto per far crescere il proprio fatturato e le marginalità, mentre la maggior parte di esse non è riuscita in questo intento e circa il 44% ha visto peggiorare sia i fatturati che le marginalità, avvitandosi in un percorso di insuccesso.

L’attuale crisi e le sue conseguenze spingeranno le aziende al rimodellare il proprio business model alla nuova realtà. I nuovi leader di mercato dovranno reinventarsi ponendo software, dati ed IA al centro delle loro organizzazioni.

Questa trasformazione richiederà che l’IA debba essere considerata elemento centrale nello sviluppo di nuovi business model che supportino le strategie aziendali di differenziazione e contestualmente trasmettano ai consumatori la percezione di aggiunto rispetto a quanto offerto dai principali competitor.

Alcuni passaggi chiave prevederanno il coinvolgimento del CEO e del CDA che dovranno comprendere quanto fondamentale possa essere il contributo della IA nella gestione non solo delle fasi di crescita, ma anche nella previsione di impatto relativa ad eventi esogeni (stress test).

Sarà essenziale che le prime linee decisionali comprendano come una integrazione dell’IA consenta di ridurre il numero di decisioni non strategiche che oggi le vede comunque impegnate, consentendo maggior focus sulle tematiche di business ed un miglior utilizzo qualitativo delle proprie competenze. Un intervento di riqualificazione nella definizione delle strategie e delle competenze, ma non un elemento sostitutivo delle capacità decisionali della leadership aziendale.

Stiamo vivendo il più grande momento di discontinuità per i paesi occidentali dopo la seconda guerra mondiale che può essere trasformato in una opportunità per il cambiamento, specie in un Paese come il nostro dove la leadership aziendale non ha ancora vissuto un vero passaggio generazionale evidenziando debolezze e criticità più volte oggetto di analisi e riconosciute dagli imprenditori stessi.

L’arrivo della generazione digitale alla guida del nostro sistema azienda sarà una conseguenza naturale allo stallo di leadership vissuto negli ultimi 20anni; è di recente pubblicazione di uno studio che evidenzia come l’età media dei vertici delle prime quaranta aziende quotate alla Borsa di Milano continui ad aumentare. Negli ultimi 16 anni l’età media dei presidenti delle aziende prese in considerazione è passata da 60,6 a 62,5 anni mentre quella degli amministratori delegati è salita da 52,6 a 56,3 anni con un incremento di circa 4 anni. Nessun amministratore delegato nel campione di riferimento ha meno di 40anni.

Oggi abbiamo, in uno scenario mai così complesso, l’opportunità di gestire una sfida complessa che richiederà necessariamente una mentalità aperta, meno rivolta alla soddisfazione dell’ego personale, ma sostenuta da una nuova spinta verso la condivisione delle progettualità, il confronto e lo scambio di idee e valori. L’IA, apparentemente strumento asettico, diverrà uno degli elementi di differenziazione che riporterà al centro le migliori capacità decisionali dell’uomo. L’inserimento in azienda di nuovi talenti con forte attitudine al mondo digitale ed all’analisi innovativa dei dati sarà elemento imprescindibile per l’ingresso delle aziende italiane in una nuova fase di crescita e successo.

L’errore più grande che potrà essere commesso sarà l’arroccarsi all’esperienza degli ultimi vent’anni cercando di proiettarla in un futuro, oramai vicino, in cui le regole del gioco saranno fortemente mutate.

Autore: Alberto Fabiani
Photo by Alexander Sinn on Unsplash