M&A Distressed: perché partire dall’affitto ponte

Valutato l’interesse del cedente e dell’acquirente, il primo passo per l’acquisizione di un’impresa in condizione di crisi o di insolvenza è il cosiddetto affitto-ponte cioè la stipulazione di un contratto di affitto di azienda o di ramo di azienda. Questo può avvenire prima dell’ingresso in procedura concorsuale della società in crisi, e in questo caso la negoziazione tra le parti è libera seppur sub-condizionatamente alla compliance con la normativa fallimentare. Diversamente può avvenire post deposito del ricorso di ammissione alla procedura da parte della società in crisi, in questo caso l’affitto-ponte sarà condizionato all’autorizzazione da parte degli organi della procedura. L’affitto-ponte permette, lato acquirente, di disporre sin da subito dell’azienda, o del ramo d’impresa ritenuto strategico, preservandone la continuità operativa. E questo importante perché il rischio concreto, quando si parla di operazioni di M&A distressed, è che il trasferimento dell’azienda avvenga quando ormai il business è irrimediabilmente compromesso per via della mancanza di liquidità. Dunque l’azienda a un certo punto si blocca, perde il proprio posizionamento competitivo sul mercato, indebolisce il proprio marchio e da quel momento depaupera il proprio valore. L’affitto-ponte evita proprio questo e consente all’acquirente di comprare una macchina che abbia sì dei problemi ma risolvibili dal meccanico e che non si sia invece irrimediabilmente fermata. Lato venditore, l’affitto-ponte consente di generare immediata liquidità. E’ un altro fattore importante perché se pensiamo che l’impresa in condizione di crisi generalmente assorbe valore, assorbe reddito e assorbe cassa, il poter godere degli incassi derivanti da un contratto di affitto può risultare in molti casi una boccata di ossigeno per la parte cedente. In ultimo, il contratto di affitto-ponte è positivo anche se letto attraverso la lente del Tribunale. Perché l’affitto consente di generare liquidità a servizio delle spese di procedura e dei costi prededucibili, temi su cui generalmente i Tribunali sono particolarmente sensibili. Tutto questo con il beneficio che il conduttore non risponde dei debiti pregressi a eccezione di quelli verso i dipendenti. Su questo punto naufragano molte operazioni di M&A distressed gestite in modo non sufficientemente accurato. L’art. 2122 del Codice Civile prevede la solidarietà nei debiti verso dipendenti anche in caso di affitto di azienda. Il concedente e l’affittuario sono obbligati entrambi in solido per tutti i crediti vantati dai lavoratori al momento del trasferimento, quindi crediti retributivi, previdenziali, assicurativi e così via. Questo deve essere trattato con attenzione nella stipula di un contratto di affitto-ponte. Vi sono poi altri due punti l’impegno dell’acquirente e la cosiddetta congruità prezzo-valore. Il contratto di affitto-ponte funzionale all’ingresso in procedura della società in stato di crisi deve rispettare sempre alcune accortezze specifiche, peculiari al mondo del distressed. Una tra le più rilevanti è l’impegno reso da parte dall’acquirente ad acquistare l’impresa in crisi entro un determinato vincolo temporale e a un determinato prezzo prefissato. Per questo il contratto di cui stiamo parlando si chiama “contratto di affitto-ponte” in quanto funge da “ponte”, tra due momenti distinti: il primo, in cui l’azienda si appresta a fare ingresso in una procedura concorsuale, e il secondo, il cui l’azienda viene trasferita. L’impegno di cui stiamo parlando è nodale perché nessun Tribunale intende rischiare di concedere il proprio placet a un contratto di affitto che rischi di indebolire l’appetibilità sul mercato dell’azienda, o del ramo, concessi in affitto.E’ necessario che il contratto preveda l’obbligo per l’affittante di acquisire l’oggetto dell’affitto a un determinato prezzo o che, l’affittante si obblighi a partecipare a una procedura competitiva di gara a un valore non inferiore a un dato prezzo. Vi è poi il punto della congruità prezzo-valore. In una trattativa tra società in bonis le parti possono negoziare liberamente il corrispettivo della compravendita, ciò non è possibile in previsione dell’ingresso in una procedura concorsuale. Questo è un errore che sovente individuiamo quando veniamo chiamati a intervenire in corsa su operazioni di M&A distressed. Il primo passo per la stipulazione di un affitto-ponte lo dovrebbe fare la società in condizione di crisi, dunque la parte venditrice, assegnando un incarico a una società di consulenza che perizi l’oggetto del trasferimento in modo tale che nessuno, un domani, possa eccepire che l’affitto, nonché l’impegno dell’affittante ad acquisire la società in crisi, sono stati sottoscritti a valori non di mercato. Tale perizia sarà consegnata al Tribunale quando la società presenterà la propria domanda di accesso alla procedura concorsuale.In nessun modo il contratto di affitto-ponte, con impegno di successivo acquisto, può derogare a tale principio.