M&A in Italia: più operazioni, meno capitale. Il mercato cambia passo

Nei primi nove mesi del 2026 il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni ha mostrato due andamenti opposti. Le operazioni sono cresciute, ma il capitale impiegato è diminuito. È una dinamica che chi si occupa di cessioni e acquisizioni deve leggere con attenzione.

Il quadro d’insieme

  • Le operazioni sono 1.105, contro 958 dello stesso periodo del 2025 (+15%).
  • Il controvalore scende del 37%, da 57 a 35,6 miliardi di euro.
  • Secondo EY-Parthenon, il calo dipende da un contesto geopolitico incerto e dal costo del denaro in rialzo. Le imprese preferiscono operazioni più piccole e più gestibili.
  • Il mid-market ha ancora un valore aggregato in contrazione, e i megadeal (oltre 1 miliardo) sono meno numerosi dell’anno scorso.
  • Dall’analisi sono esclusi alcuni dossier di peso, come l’OPA su Recordati e il risiko bancario. Il totale di fine anno potrebbe quindi avvicinarsi ai livelli del 2025.

Gli attori principali

Private equity e fondi infrastrutturali. Hanno realizzato circa 525 operazioni per circa 13,5 miliardi di euro, contro 422 operazioni e 21,4 miliardi nel 2025. Gli investitori finanziari rappresentano circa il 48% degli acquirenti.

  • Le acquisizioni tramite società di portafoglio (add-on) pesano per il 56%. Questo conferma la strategia di buy-and-build, cioè la crescita per aggregazione.
  • Le imprese italiane che comprano all’estero hanno chiuso 235 operazioni, contro 239 dell’anno precedente, per circa 19,5 miliardi di euro.
  • Metà di queste acquisizioni si concentra in Spagna, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia.

I settori più attivi

  • Industria: 28% delle operazioni, a conferma del ruolo centrale del manifatturiero.
  • Beni di consumo: 13%.
  • Tecnologia: 12%.
  • Energy e utilities: 11%.

Cosa significa per imprenditori e investitori

  • Per chi vende: il mercato è attivo, ma gli acquirenti sono più selettivi. Contano qualità dei numeri, due diligence preparata e una storia di crescita credibile.
  • Per chi compra: le operazioni di dimensione contenuta e le aggregazioni sono più gestibili in un contesto di tassi alti.
  • Per le imprese italiane: l’espansione estera resta una leva per nuovi mercati e per la competitività dei costi.
  • Per tutti: l’alto numero di deal indica che le aziende stanno accelerando i percorsi di trasformazione, nonostante la complessità del contesto.

In un mercato che premia la preparazione, la differenza si fa prima dell’operazione. Valutazione realistica, struttura dell’operazione e gestione del processo sono ciò che trasforma l’interesse degli investitori in una chiusura. Knet Project affianca imprenditori e management nelle operazioni di acquisizione e cessione, dalla strategia al closing.